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Anisoptera
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Gli mwbwAnisotteri (mwcamwcqAnisoptera mwcgde Sélys Longchamps, 1854), conosciuti anche come mwcwlibellule, sono un mwdasottordine di mwdqinsetti appartenenti all'mwdgordine degli mwdwOdonati.cite-ref-wol-1-0[1]

Contents

Note

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Descrizione

Il termine Anisoptera vuol dire "mwhqali diverse", in contrapposizione agli mwhgZygoptera, a differenza dei quali, posseggono le mwhwali posteriori più larghe e sviluppate rispetto a quelle anteriori.cite-ref-2[2] Ciò rende gli Anisotteri molto più abili nel volo.
L'elemento distintivo tra i due raggruppamenti è costituito proprio dalle ali: a differenza degli Zigotteri, gli Anisotteri a riposo tengono sempre le ali distese orizzontalmente rispetto al corpo, eccetto che per un esemplare del mwjqgenere mwjgCordulephya.

Appartiene agli Anisotteri la più piccola specie nota degli Odonati (mwkqNannophya pygmaea, mwkwAsia orientale) con 20mwla mm di apertura alare.

Il mwlgcapo ha una struttura sferoidale, gli mwlwocchi compositi sono molto prominenti e a differenza degli Zigotteri possono anche toccarsi lungo il lato interno.

L'mwmqaddome è generalmente più robusto e può avere sezione triangolare o essere depresso. In molte specie le femmine posseggono le appendici terminali normalmente presenti in tutti i maschi di entrambi i raggruppamenti. Manca invece la presenza di un forte mwmgovopositore sviluppato, presente solo in alcuni generi.

Nelle mwnaninfe degli Anisotteri le mwnqtrachee esterne sono sostituite da branchie rettali, e così come per gli adulti posseggono una costituzione un po' più robusta.

Biologia

Alimentazione

Si nutrono generalmente di mwogzanzare, mwowmosche, mwpamoscerini e altri mwpqditteri che catturano a mezz'aria sfruttando il loro rapido volo.

Alcune libellule, dette mwpwassalitrici, non vagano nell'aria ma catturano le prede facendo la posta da punti fissi (rami, foglie, ecc.) per poi catturarle non appena invadono il loro campo visivo. Alcune specie di libellule assalitrici sono: la mwqaCrocothemis erythraea, la mwqgLeucorrhinia caudalis, la libellula dalle quattro macchie (mwramwrqLibellula quadrimaculata), la libellula panciapiatta (mwrgmwrwLibellula depressa), la mwsaSympetrum striolatum, il cardinale sanguineo (mwsgSympetrum sanguineum) e la mwtaSympetrum flaveolum.

Riproduzione

Solo pochi Anisotteri depongono le uova nei tessuti vegetali, ma alcune specie depongono le uova nel fango o nella sabbia dei fondali. La maggioranza degli esemplari di Anisotteri tende comunque a disperdere le uova nell'acqua, aiutandosi con movimenti ritmici dell'addome che viene immerso e ritirato dalla superficie acquatica. Tutte le femmine, eccetto quelle del genere mwuamwuqSympetrum, vengono abbandonate dal maschio subito dopo l'accoppiamento. Se il maschio accompagna invece la compagna fino al momento della deposizione delle uova predilige trattenerla non per il collo o il capo ma per il mwugprotorace.
Il ciclo larvale è più lungo di quello degli Zigotteri e può arrivare fino ai 5-6 anni.

Distribuzione e habitat

Il loro mwvghabitat ideale è nei pressi di laghi, stagni, fiumi, ruscelli e in genere zone acquitrinose e paludose anche se, grazie all'apparato alare più sviluppato, possono allontanarsi anche di diversi chilometri.

Tassonomia

Il raggruppamento è uno dei tre mwwqsottordini, assieme a mwwgZygoptera ed mwwwAnisozygoptera, in cui viene suddiviso l'mwxaordine degli mwxqOdonata.

Comprende le seguenti mwxwsuperfamiglie e mwyafamiglie:cite-ref-wol-1-1[1]

• Superfamiglia Aeshnoidea

• mwagAeshnidae
• Austropetaliidae
• mwbgGomphidae
• Neopetaliidae
• Petaluridae

• Superfamiglia mwdaCordulegastroidea

• Chlorogomphidae
• Cordulegastridae
• Neopetaliidae

• Superfamiglia Libelluloidea

• mwgaCorduliidae
• mwggLibellulidae
• Macromiidae
• Synthemistidae

Uno studio mwiafilogenetico del 2003 individuava Anisozygoptera come un raggruppamento mwiqparafiletico; secondo tali analisi le specie viventi presenti nel raggruppamento "Anisozygoptera" andrebbero classificate nell'mwiginfraordine mwiwEpiophlebioptera da accorpare, assieme agli Anisoptera (anch'essi declassati al rango di infraordine), nel mwjasottordine mwjqEpiprocta.cite-ref-rehn-3-0[3]

Alcune specie

Note

cite-note-wol-11. mwza(mwzqmwzgEN) Schorr M., Lindeboom M., Paulson D., mwzwmw0aWorld Odonata List, su mw0qpugetsound.edu, University of Puget Sound. mw0gURL consultato il 2 luglio 2018 mw0w(archiviato dall'mw1aurl originale il 29 giugno 2015).
cite-note-22. mw2amw2qmw2gANISOTTERI, su mw2wtreccani.it.
cite-note-rehn-33. mw3w(mw4amw4qEN) Rehn, A. C., mw4gmw4wPhylogenetic analysis of higher-level relationships of Odonata, in mw5aSystematic Entomology 2003; 28(2): 181-240, mw5qDOI:mw5g10.1046/j.1365-3113.2003.00210.x.

Bibliografia

• mw6g(EN) Tillyard, R.J., mw6wThe Biology of Dragonflies. Cambridge, Cambridge University Press, 1917.
• mw7q(EN) Sidney W. Dunkle, mw7gDragonflies through binoculars, 2000, Oxford University Press; ISBN 0-19-511268-7
• mw8q(EN) Aguilar, J.D', Dommangent, J-L. E Prechac, R.; mw8gA field guide to the Dradonflies of Britain, Europe, and North Africa. Collins, 1986
• mw9a(EN) Askew, R.R., 1988, mw9qThe dragonflies of Europe, Harley Books, Colchester.

Voci correlate

• mw-qOdonata

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons
• Wikispecies

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Anisoptera
• Wikispecies contiene informazioni su Anisoptera

Collegamenti esterni

• mw-g(EN) Elenco degli Anisoptera del Mondo, su ups.edu. URL consultato il 10 agosto 2004 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2004).
• mwaqa(EN) Anisotteri del Nord America - foto e informazioni dettagliate, su cirrusimage.com. URL consultato il 7 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2007).
• mwaqi(EN) British Dragonfly Society, su dragonflysoc.org.uk. URL consultato il 3 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 7 novembre 2010).
• mwaqq(EN) Foto di Anisotteri, su free-nature-photos.org. URL consultato il 7 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2006).
• mwaqy(EN) Digital Dragonflies Project, su dragonflies.org. URL consultato il 7 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2005).